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Un nuovo mondo? Partiamo dal discorso della Montagna, PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
lunedì 09 marzo 2009

il discorso della Montagna

Qualcuno ha definito il discorso della montagna come il  “manifesto del cristianesimo” Rileggerlo con attenzione questo manifesto,  dovrebbe aiutarci a capire  se e quanto ci siamo allontanati da quello che potremmo considerare “lo spirito” del  messaggio di Cristo.

Non solo, potremmo arrivare, credenti o no, a capire come uomini e donne senza  altra fede che quella per il bene ed il giusto, uniti a uomini e donne di fede,  potrebbero realizzare il disegno divino della salvezza  dell’uomo, grazie alla forza  che ci viene dal passato, quella della “ buona novella”  fonte infinita di spiritualità  e di amore che è il Vangelo.  Cristo, la sua parola era rivolta a tutti  e per il bene di tutti. Valori universali per un mondo in affanno e sotto attacco di forze senza valori, un aiuto da non perdere.


 

Per chi volesse tentare  di accostarsi a tale genere di letture, anche se solo da un punto di vista culturale, approfondendo poi da sé, diamo una spolveratina ai ricordi sbiaditi di molti:

In breve, il discorso consta  di due parti, un prologo che poi è quello che si conosce meglio in genere,  e che espone le beatitudini (8 beatitudini) ( Matteo).

Ora, quanto Gesù espone ai suoi discepoli veniva spesso presentato come il contrapposto del Messia alla legge di Mosè,  in realtà rileggendolo  con attenzione nuova ci si accorge che  non è questa la lettura esatta . E’  vero che è sbalorditivo e totalmente inaudito quello che Gesù enuncia,  costituisce  una rottura  netta col passato, ma  è interessanta notare come  questa rottura avviene senza rinnegare alcuna legge mosaica, piuttosto le leggi del passato vengono conservate, ma integrate e perfezionate.

 Su tutto, compresi gli usi di Scribi e Farisei  Gesù  diffonde la nuova luce della moralità e dello spirito:  il vivere , le abitudini, le leggi, vengono  inquadrati  nella fede, fede nell’amore di Dio per l’uomo  e forza  donata dall’amore  che l’uomo sente per Dio.

Dopo un simile messaggio evidentemente niente può essere come prima,  neanche le questioni economiche  che non vengono  affatto respinte o negate da Cristo, sono solo viste in una diversa luce che tutto perfeziona in un certo modo,  la luce dell’Amore. Ecco a mio modestissimo avviso, questo è un  argomento centrale per i giorni nostri: Cristo stravolge anche il modo di approcciarsi  alla economia.

Il discorso della Montagna come ce lo riporta Matteo tra gli Evangelisti ,   è semplice e diretto,  le allegorie che noi fatichiamo a capire a pieno, anche se non lo ammettiamo ed in meriti  girano per il web autentici orroro, erano comprensibili agli uomini del  tempo e servivano,  in vista delle prove  terribili che si avvicinavano, a   facilitare negli uomini    il mutamento necessario nelle loro menti  per  poter andare avanti.

 Molte sono le  nuove verità introdotte da Gesù   in questa occasione,  ma quella che più resta nella mente, nell’immaginario  di ognuno di noi, e che più dovette colpire gli uomini del suo tempo è l’aver proclamato  beati gli ultimi, i poveri, gli affamati   in vista di un futuro a venire.

Ma altrettanto importante, anche se spesso non abbastanza sottolineato vi è l’invito ad agire, infatti tra le beatitudini vi è quella rivolta agli “eirenopoioi  “, cioè ai portatori di pace, o meglio a coloro che producono ed apportano la pace;  quindi  la pace viene considerata con un significato attivo: la si produce, la si porta, non basta essere pacifici subendo passivamente. E’ questa della necessità di attivarsi una traccia ravvisabile nel Vangelo, non è vero che il cattolico è una vittima passiva dei prepotenti o dei violenti, egli deve operare per il bene.

Altro messaggio importante che se ne deduce : quello che Gesù predica  per i Cristiani non è  Legge, la  legge si basa sulle forze dell'uomo essa richiede all’uomo uno sforzo  , una costrizione , un obbligo ad osservarla.

 Il Vangelo invece , come la parola evidenzia, altro non è che  una buona novella ossia l’annuncio di un nuovo regno, quello di Dio,  con esso l’uomo viene sollecitato ad ascoltare  l’annuncio di un dono divino: la salvezza, e quelle che vengono usate  sono parole semplici, che escono dal cuore  del Messia e vanno diritte al cuore dell’uomo, semplici e pure come acqua di fonte, egli non ha bisogno di dimostrarne la veridicità rifacendosi a leggi e documenti, ma  l’evidenza del suo parlare, la trasparenza del suo dire in poche e chiare parole , bastano.

Quindi una altra novità : aderire o meno a tutto quanto Egli andava predicando,  è puro atto di volontà , di libertà.

Concetti   rivoluzionari,  totalmente nuovi per  chi ascoltava  Cristo: Amore, Azione in  vista di un bene  futuro, libertà di scegliere.

 

Questa è la buona Novella con cui Cristo   salva gli uomini, ed è  da questo che  noi ora dovremmo ripartire, che crediamo o meno non conta: siamo uomini e donne  in affanno e disperati, la violenza, la mancanza di binari certi, la presenza di molteplici Scribi e Farisei, la delinquenza in crescita esponenziale e non solo quella spicciola, ma quella infiltrata nel tessuto sociale che mangia e distrugge il futuro dei nostri figli,  sotto una coltre di finta legalità, la criminalità economica globalizzata che  impedisce ai giusti un vivere sereno ed armonioso, tutto questo ci rende  timorosi e disperati

Queste piaghe moderne ci dicono che dobbiamo agire, che possiamo attingere a piene mani a quella che Gandhi definisce “la più grande sorgente di energia spirituale che l’umanità conosca” :  la parola di Cristo,  capace di  infondere forza ed energia morale, e credo che dobbiamo farlo se vogliamo ritrovarci in quanto esseri umani.

Il mio parroco  quando discorriamo di questi argomenti mi oppone deciso il concetto che comunque non posso scindere il discorso della montagna dalla fede, secondo lui si può comprendere a pieno i senso della verità  di Cristo solo tramite un atto di fede. Io non credo di credere, insomma, sono confusa, quindi...

A prova della mia confusione, non so che rispondere, so  però con certezza che se io che non credo, leggendo la parola di Cristo, ne capisco la essenza,  e comunque  mi sento rafforzata nella mia volontà di non sottostare a certi compromessi, di non adeguarmi al “nuovo che avanza” inesorabilmente venale, inesorabilmente truffaldino , se sento che le parole di Cristo, sono parole di verità che rafforzano il mio spirito e mi infondono coraggio,  che mi danno Amore e mi spingono verso l’amore per il prossimo, ecco che quelle parole, quel discorso hanno dato frutto, pure se scisse da un atto di fede che al momento non sento e che potrei non sentire mai.

Ed ecco che potrebbe essere possibile un miracolo: che   uomini e donne senza  altra fede che quella per il bene ed il giusto, uniti a uomini e donne di fede, realizzino il disegno divino della salvezza  dell’uomo, grazie alla forza della “ buona novella” cioè di quella fonte infinita di spiritualità  e di amore che è il Vangelo, la parola di Cristo.


Fonti:Vita di Gesù di G. Ricciotti Oscar Mondadori

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  Commenti (2)
1. l'Uomo
Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 29-10-2011 20:08
Anzi tutto mi scuso conte per il mio sistema di controllo dell'eventuale turpiloquio, ha censurato una parola usata da te , senza alcun motivo, ed io non so come rimediare, proverò domani, perchè tronca il senso di quello che scrivi.  
Concordo con te sulla sconfitta della città dell'uomo così come la vogliono gli speculatori,vale a dire avulsa da valori che se mai andavano potenziati, valori che non sono solo del mondo cristiano, ma che sono universali. Cristo ripeto, parla a tutti gli uomini, non solo ai suoi seguaci ai quali invece chiede di seminare il bene . 
 
la mia esperienza mi induce a ritenere che per esser uomini e donne che vivono secondo i dettami di Cristo non serve necessariamente esser credenti, anche perchè purtroppo i cristiani hanno nel tempo intepretato i comandamenti di Gesù spesso secondo il proprio comodo e purtroppo il concetto del perdono, altissimo e necessario data la natura degli uomini, feroce checche' si creda, offre però comode scappatoie a tutti, anche agli uomini di Chiesa, che sono niente altro che uomini, dediti ahimè anche essi alla ricerca del lucro e del potere, e questo in tutte le Chiese ed in tutte le epoche, per questo abbiamo bisogno del rinforzo dei Santi.. visto quanti sono? Unire quindi, mi sono detta, le forze degli uomini/donne sensibili ai valori universali a quelle dei cristiani, rafforzerebbe la città dell'uomo e quella di Dio. Viviamo in tempi di affanno e pericolo, si debbono unire le forze, la guerra tra laici e no , serve solo ai nemici del giusto, del bene, della umanità. Potremmo a quanto pare andare incontro ad una diffusa barbarie, se ne vedono segni profondi: Costa d'avorio, Somalia, persecuzioni degli aborigeni, terre rubate, ambiente distrutto.. uniti abbiamo maggiori possibilità anche di capire la realtà del mondo intorno a noi, non c'è rimasto molto tempo io credo. La giustizia di Dio, se poi viene intepretata ed amministrata dagli uomini, alla fine differisce di poco da quelle dell'uomo, la storia ce lo sbatte in faccia appena apriamo un libro di storia, appunto. Meglio fare una cosa che mi sembra sia nuova. collaboriamo per il bene comune intanto, poi il resto .. sarà quel che dio vorrà
2. il cristo del cristianesimo o il cristo
Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo website, il 29-10-2011 18:38
Anche se non sono cattolico Romano, c'è un senso in cui concordo col tuo parroco. Senza la fede di Cristo non si può vivere il 'sermonde sul monte'. Si può vivere solo la sua *** imitazione. Fin dagli albori del cristianesimo è stato sottolineato (ad es. vedi Agostino 'la Città di Dio' che in apparente non antagonismo con la città di Dio cresce la Città dell'Uomo. Scimmiotta le stesse cose, spesso vuole persino superare la giustizia di Dio, ma non è cristianesimo, è l'ennesimo tentativo di costruire una nuova ed eterna Torre di Babele. Le due città sono in realtà nemiche e Dio ha già decreteto la sconfitta della città dell'uomo nella storia altre volte e lo farà ancora e definitivamente. in fin dei conti, la spudoratezza dell'uomo ha fatto si che l'europa si sia costruita perfino un parlamento nella foggia della Torre di babele, ed il suo motto: 'molte lingue, una voce' (che somiglia a quell'altra: 'voce del popolo voce di Dio' non è altro che l'affermazione che se anche la Torre di babele non è stata finita, oggi l'uomo è diventato adulto e questa volta ce la farà. Non ce la sta facendo. Non ce la farà. 
Ma per tornare all'articolo, mi piace il collegamento fatto tra l'insegnamento di gesù e l'antico testamento. Ovviamente per i Cristiani Gesù è Dio incarnato e non potrebbe aver detto nel Nuovo qualcosa di diverso dal vecchio. La sua resurrezione ha cambiato le cose nel senso che ora, nella sua potenza (vedi il commento del parroco) siamo abilitati ad obbedire i Comandamente di tutto cuore, spontaneamente. 
Quello che non i piace di questo articolo è che prepara e legalizza la strada per l'intevento statale nell'anbito della giustizia sociale, cosa che l'Antico Testamento non fa e che neppure Gesù ha fatto. Dio vuole la giustizia e di Gesù è detto: "non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finchè non abbia fatto trionfare la giustizia". Gesù sicuramente farà trionfare la giustizia ma non quella imposta dallo stato che ne trae il massimo beneficio e fonte di lucro e poter per se, , ma la farà trionfare per mezzo della potenza dello Spirito santo in quelli che sono Suoi.

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